Prodigio dell'adunata - Torna a splendere il monumento all'Alpino |
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Il presidente Sarti: grazie Comune, il degrado ci addolorava. L'inaugurazione ha dato il via alla grande festa delle penne nere
L'adunata la senti, prima ancora di vederla. Un sottofondo di traffico che aumenta, clacson che strombazzano, cucarache, voci, cori, canti, tamburi e fanfare improvvisate. Quasi una colonna sonora da luna park, perché in fondo il raduno è proprio questo: una grande festa. Che ieri è ufficialmente cominciata anche sul fronte delle cerimonie. La prima è lì, su quel piazzale degli Alpini, dove per anni ha regnato il degrado e dove le penne nere sono riuscite nel miracolo che finora non era mai riuscito a nessuno: sistemarlo. Merito del Comune ovviamente, visto che soldi (900 mila euro) ed energie ce li ha messi Palafrizzoni; chiaro però che l'adunata, almeno a livello di tempi, una bella spintarella l'ha data. Pronti allora, si inaugura. Alle 11 in punto, è proprio una fanfara (tanto per restare in tema musicale) a dare il via alla cerimonia: un bel trentatré, il primo che inaugura anche la lunghissima serie dei prossimi giorni, tutti sull'attenti per gli onori al vessillo sezionale, l'alzabandiera e poi via ai discorsi ufficiali. Parte come da scaletta il sindaco, affiancato da un gruppo davvero folto di autorità, tra cui l'ex ministro Mirko Tremaglia, il vice sindaco Gianfranco Ceci (con cappello), l'assessore provinciale Fausto Carrara e il presidente della prima Circoscrizione Alessandro Trotta: «Per accogliere gli alpini – ha esordito il primo cittadino – la città si fa di giorno in giorno più bella: ieri la Torre dei caduti e la zuccheriera, oggi un nuovo parco e questo piazzale col suo monumento. Per chi come me lo ha visto costruire è un momento particolarmente felice». «Siamo certi che i tantissimi ospiti in arrivo – ha aggiunto l'assessore ai Lavori pubblici Alessio Saltarelli – apprezzeranno questo nuovo salotto e mi auguro che le nuove generazioni terranno sempre presente la sua intitolazione, prestandogli il dovuto rispetto e l'attenzione indispensabile a conservarne il decoro». Già, i ragazzi: fermi quasi sull'attenti di fianco al pennone, ce ne sono due (Francesca Mauriello della 4ª R del Vittorio Emanuele II e Renato Sito della 5ª B della stessa scuola) che rappresentano un po' tutti gli studenti degli istituti vicini. Ed è a loro che si rivolge anche il presidente della sezione degli alpini Antonio Sarti: «Quell'alpino – afferma riferendosi al monumento – testimonia come le cose vadano conquistate puntando sempre verso l'alto con spirito di sacrificio e di solidarietà. Anche nella vita è così e il messaggio che vorrei passasse oggi è proprio questo: la necessità di impegnarsi per gli altri. Ringrazio, inoltre il sindaco perché ha restituito al decoro questo angolo della città tanto caro agli alpini. Piangeva il cuore vederlo abbandonato».
Emanuele Falchetti il 07/05/2010 - L'Eco di Bergamo
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