Le lettere a L'Eco di Bergamo - Il cuore degli alpini ci ha commosso Stampa

L'Aiuto - Il cuore degli alpini ci ha commosso

Del «grande cuore» degli alpini tanto si è parlato e tanto si sapeva già ma del «sottile udito» degli alpini alcune righe necessariamente si devono ancora scrivere.
Vogliamo scriverle noi, protagonisti diretti di una realtà, per alcuni aspetti difficile, vissuta nel quotidiano confronto, nel quotidiano convivere, nel quotidiano misurarsi con quella «strana anomalia» che ci coinvolge e ci accomuna: si tratta dell'autismo, un termine «già sentito» per tanti, ma a volte di non semplice comprensione.
Noi, come genitori di ragazzi e ragazze accomunati da uno stesso destino, che poteva essere quello di vivere una vita colma di parentesi di «estraneità, lontananza e spesso solitudine» non ci siamo dati per vinti e dal 2006 una nuova realtà l'abbiamo creata, l'Associazione Seconda Luna onlus. «Seconda Luna» perché questa particolare patologia che ha origini poco chiare ancora oggi, nell'antichità si spiegava dicendo così:«Sono figli della Luna», «stanno la nei loro pensieri e non sanno», «non possono, non riescono a capire». Noi genitori di questi ragazzi a questo non possiamo arrenderci; la medicina ci dà speranze, ci parlano della possibilità di socializzare, crescere, vivere esperienze e mille situazioni di apertura verso il mondo che tutti condividono.
Molto si è già fatto, grazie all'impegno nostro e di quanti si sono dimostrati sensibili alle tante iniziative portate avanti e che, come è d'uso nel volontariato, hanno bisogno di sostegno morale e spesso anche pratico. Un progetto ambizioso, impegnativo, e ricco di speranza e prospettiva, ci coinvolge da tempo. Siamo riusciti a trovare un luogo dove «dare spazio» a quanto la ricerca oggi ci indica come la migliore terapia per progredire e ben sperare per il futuro dei nostri figli: metterli a contatto con aspetti di manualità, avere una serra dove coltivare piante e fiori, dove allevare piccoli animali, dove trovare luoghi di relax, di incontro, di confronto per loro e per noi che mai li abbandoneremo, che desideriamo fare crescere le loro potenzialità senza «rinchiuderli» e rinunciare cosi al loro spontaneo e naturale affetto.
L'opportunità, in tal senso, sta prendendo forma presso la «Casa dell'orfano», fondata nel dopoguerra in quel di Clusone dal cappellano militare alpino Medaglia d'oro monsignor Antonietti che ha fraternamente accolto centinaia di orfani di guerra, crescendoli educandoli e dando loro valori e opportunità di riscatto in quei tempi così difficili. Forse è il destino, ma proprio in quel luogo, oggi non più così frequentato, l'opportunità di realizzare il «nostro sogno» è stata data a noi con l'incarico di recuperare uno degli edifici e renderlo idoneo a realizzare i nostri progetti.
Nel tentativo di trovare sostegno e solidarietà abbiamo scritto anche al presidente Antonio Sarti. Chissà che anche lui ci possa ascoltare? Gli alpini bergamaschi sanno bene cosa è la solidarietà, ne hanno dato più volte dimostrazione.
Torniamo all'inizio di queste poche considerazioni. Cuore grande quello degli alpini, si sa, ma che durante l'apertura ufficiale dell 83ª adunata nazionale, nientemeno che Bruno Pizzul al Teatro Donizetti di Bergamo chiami sul palco un rappresentante di noi Seconda Luna per comunicarci che l'Associazione nazionale alpini Onlus ha il piacere di consegnarci un contributo speciale per la «nostra meritevole iniziativa», un «generoso» contributo, perdonatemi, ma anche ad un alpino quale sono, l'emozione ha davvero sciolto una lacrima; non bastasse questo ecco la forte e sincera stretta di mano del nostro presidente Sarti, poche parole: «Datevi da fare e ricordate che gli alpini saranno sempre al vostro fianco». Ma non è finita qui: anche il Gruppo alpini di Gromo, con poche parole ci dice: «Lavorare in allegria non è di peso, anche se i tre giorni di festa per l'adunata vanno comunque fatti, il ricavo di oltre quattrocento pasti, preparati e serviti ad alpini, amici e compaesani che sono passati all'accampamento a farci visita sono tutti per voi e per la vostra meritevole iniziativa». Ditemi un po' voi come si fa a non commuoversi?
Grazie alpini, grazie perché tra le tante necessità, tra i tanti appelli il vostro «sottile udito» ha saputo cogliere il nostro messaggio, ora noi sappiamo che possiamo continuare a crescere e possono i nostri sogni poggiare anche sulle vostre robuste e generose spalle per diventare realtà.

 

Alpino Bono Morstabilini
vice presidente di «Seconda Luna onlus»


25/06/2010 - L'Eco di Bergamo
 

 
 

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Oggetti Smarriti

Sono stati ritrovati parecchi oggetti smarriti durante l'adunata.

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